Ognuno ha i suoi scheletri nell\'armadio ed ecco il mio: i Muse. Ma come, quei tamarri... Sisì, proprio loro. Quei tamarri. Perché non saprei come altro definire tre tizi che iniziano i concerti sulle note del \"Romeo e Giulietta\" di Prokofiev per poi attaccare con schitarrate pomposissime, acutazzi melodrammatici e riffoni disco-grunge.
A me piacciono così: senza vergogna. Come lo erano al loro tempo gli Emerson Lake and Palmer, convinti di migliorare i pezzi classici rifacendoli in chiave rock. Enfatici. Eccessivi. Tronfi e kitsch come neanche Wagner al suo apice. E soprattutto del tutto privi di quell\'autoironia che al contempo salva e affossa altri guru del pacchiano, come Queen o Darkness.
Sarebbero da sopprimere al volo, non fosse che le canzoni le sanno scrivere e suonare, come dimostra la prestazione live di Melbourne 2007: con una scaletta che tocca alcuni dei momenti più scenografici della loro carriera (non che manchi la scelta), il disco che la immortala si candida a opera definitiva del trio inglese.
Dal vivo, la loro musica ci guadagna in impeto e teatralità. Il che è tutto, nel loro caso. Pure i pezzi dell\'ultimo \"Black Holes And Revelations\", che non aveva convinto neppure me, fanno la loro figura col distorsore a palla e le grida di fondo di un pubblico colto da isteria collettiva da concerto.
Il loro stile si è fatto sempre più artificioso col passare degli anni: se canzoni come \"New Born\" e \"Micro Cuts\" conservano un po\' di incontenibile foga post-adolescenziale, \"Hysteria\" e \"Stockholm Syndrome\" la rimpiazzano con una boria epico-sinfonica fatta di riff, controcanti discendenti e ritornelli atmosferici studiati a tavolino per massimizzare la resa. Riuscendo nell\'impresa - questo è ciò che conta.
Già \"Time Is Running Out\" se la giocava tutta sul ritmo accattivante, ma con l\'ultimo album il piglio disco diventa la raison d\'être di tutti i pezzi più riusciti. \"Knights Of Cydonia\" e \"Map Of The Problematique\" sono due cavalcatone western (?) a base di groove e overdrive, \"Supermassive Black Hole\" spara il suo hook poderosissimo su una batteria che urla \"balla\".
Non sono dei gran raffinati i Muse, ma va riconosciuto che \"Butterflies & Hurricanes\" è magistrale nel suo apocalittico snodarsi. Intro a volo d\'uccello tra pulsazioni elettroniche e increspature d\'archi, inquietudine che monta all\'ingresso della batteria, voce innodica, assolo romanticone di piano al centro... Non è da tutti combinare questi elementi in una canzone - oltre che immensamente ampollosa - anche trascinante, tesa, sinuosa.
Maestosa summa del meglio della band, \"H.A.A.R.P\" è il disco da avere dei Muse: per esaltarsi fregandosene per un\'oretta della dignità o per giocarci a freccette, fate vobis.
Tracklist dvd:
Knights of Cydonia;
Hysteria;
Supermassive Black Hole;
Map of the Problematique;
Butterflies and Hurricanes;
Hoodoo;
Apocalypse Please;
Feeling Good;
Invincible;
Starlight;
Time Is Running Out;
New Born;
Soldiers Poem;
Unintended;
Blackout;
Plug in Baby;
Stockholm Syndrome;
Take a Bow.
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